martedì 22 aprile 2008

Tutti siamo collegati: 'Entanglement quantistico' (Parte Seconda)


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Gli scienziati tradizionali stimano che l'universo abbia avuto inizio fra i 13 e i 20 miliardi di anni fa', con una gigantesca esplosione senza precedenti.
Vi sono numerose teorie contrapposte riguardo al momento esatto dell'evento e alla posibilità che si siano verificate una o più esplosioni, sembra esserci un accordo generale nell'attribuire la nascita del nostro universo a un massiccio rilascio di energia.
Nel 1951 l'astronomo Fred Hoyle coniò un termine ancora oggi in voga: Big Bang.
Gli studiosi hanno calcolato che solo alcune frazioni di secondo prima del Big Bang, l'intero Universo era molto, molto più piccolo di ora.
I modelli virtulai indicano che la sua dimensione era talmente piccola , da essere fortemente compresso dentro una minuscola pallina.
Se rimuovessimo tutto lo spazio cosiddetto Vuoto da quello che attualmente ci appare come il nostro Universo, si ritiene che quella pallina avrebbe dimensioni di una piccolissima biglia.
Nonostante possa essere stato un oggetto così minuscolo sicuramnete non era freddo, la temperatura all'interno di quello spazio compatto era inimmaginabile:
18 miliardi di milioni di milioni di milioni di gradi Farenheit ( 20 gradi nostri = 68 F), quindi molte volte maggiore dell'attuale temperatura del sole.
Mentre si diramava nella propria implosione, nella vacuità del vuoto, la forza esplosiva portava con sè più di solo calore e luce, ma si espandeva sottoforma di uno schema energetico che divenne il progetto di tutto ciò che esiste.
Questo schema è stato messo al centro dai miti primitivi, antiche tradizioni e conoscenze mistiche, come la rete di Indra nei Sutra buddisti, alla ragnatela nella tradizione Hopi.
Questa rete o ragnatela di energia perpetua continua tuttora ad espandersi attraverso il cosmo, incluso noi e tutto ciò che ci circonda.
Si tratta dell'energia che collega le nostre vite, è l'essenza che agisce come uno specchio multidimensionale, rimandandoci l'immagine di ciò che creiamo per mezzo di emozioni e credenza, sotto le spoglie della nostra realtà.
Come possiamo essere certi che 'tutto' l'universo sia realmente collegato?
Per rispondere alla domanda dovremmo tornare all'esperimente di Ginevra citato nella Parte Prima.
Per quanto i due esempi ci possono sembrare lontani, esiste un sottile collegamento: in ciascuno di essi viene esplorata la correlazione riferita a due cose che in precedenza erano fisicamente unite tra loro.
Nel caso dell'esperimento l'atto di suddivisione di un fotone singlo in una coppia di particelle, ha creato due fotoni gemellari e il fatto che i fotoni da un lato e le particelle del Big Bang dall'altro, fossero stati fisicamente uniti in precedenza, costituisce la chiave della loro connessione.
Per concludere la domanda è:
E' possibile che quando qualcosa viene unito, resta sempre collegato, a prescindere dall'esistenza di un legame fisico?
Se questo è vero è possiblie che ciò che facciamo in una data circostanza può avere un effetto su altri fragmenti della nostra vita influenzandoli.



credits:gregg braden, matrix divina

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ciao Astral 2012, ho letto i tuoi testi in cui spieghi argomenti complessi in modo chiaro. Da tempo mi chiedo: visto che è tutto intrecciato, connesso, esiste un modo per azzerare le operazioni chimiche nei cieli con sistemi non convenzionali? Lo so: è forse come gettare in acqua un sasso e generare dei quadrati anziché dei cerchi, ma nulla forse è impossibile.

Ciao

zret