sabato 27 dicembre 2008



2GENNAIO 1925: LA FAVOLA VERA DEI COSPIRATORI DI PACE




Nell'agosto del 1914, le maggiori potenze d'Europa si gettarono nella guerra con gioioso abbandono. La Germania, una potenza in ascesa con vaste aspirazioni, attraversò il Belgio, cercando di dar rapidamente scacco matto alla Francia prima che la Russia potesse mobilitarsi, evitando così la prospettiva di una guerra su due fronti. Migliaia di giovani tedeschi, prevedendo un conflitto di sei settimane, salirono sulle tradotte cantando l'ottimista ritornello: “Ausflug nach Paris. Auf Widersehen auf dem Boulevard.” (“Gita a Parigi. Arrivederci sul Boulevard.”)

I francesi erano desiderosi di vendicare la perdita di Alsazia e Lorena subita a vantaggio della Germania nel 1870. Il governo britannico, preoccupato dal crescente potere della Germania, mobilitò centinaia di migliaia di giovani “per dare una lezione all'unno.” In tutto il continente, scrive lo storico britannico Simon Rees, “milioni di soldati, di riservisti e di volontari… corsero entusiasticamente sotto le bandiere della guerra…. L'atmosfera era di festa piuttosto che di conflitto.”

Ogni lato pensava di vincere entro Natale. Ma quando dicembre arrivò, gli antagonisti si trovarono inchiodati lungo il Fronte Occidentale – una statica linea di trincee che correvano per centinaia di miglia attraverso la Francia ed il Belgio. In alcuni punti lungo il Fronte, i combattenti erano separati da meno di 100 piedi. Le loro grezze ridotte erano poco più di grandi fosse scavate in un terreno melmoso e grigio-biancastro. Malamente equipaggiati per l'inverno, i soldati faticavano nell'acqua sporca troppo fredda per l'umana resistenza, ma troppo calda per congelarsi.

Il territorio non reclamato chiamato Terra di Nessuno era cosparso dei terribili residui della guerra: munizioni usate e corpi senza vita di coloro sui quali le munizioni erano state usate. I resti di molti soldati uccisi si trovavano grottescamente impigliati nei recinti di filo spinato. Di case e villaggi non rimanevano che rovine. Chiese abbandonate erano state occupate per essere utilizzate come basi militari.

Con l'aumentare delle perdite e l'indurirsi dell'impasse, la febbre della guerra cominciava a dissiparsi su entrambi i lati. Molti di quelli spinti in servizio sul Fronte Occidentale non avevano ceduto all'iniziale furiosa mania di massacro. A combattere al fianco delle truppe francesi, belghe ed inglesi c'erano indù e sikh dall'India, così come i gurkhas dal regno himalayano del Nepal. Questi coscritti coloniali erano stati strappati dalla loro terra natale e schierati in trincee scavate nei gelidi campi di cavolo del Belgio. Si trovavano al fronte anche scozzesi delle Highlands, che indossavano fieri i loro kilt sfidando il pungente freddo di dicembre.

Le truppe tedesche erano guidate da ufficiali prussiani d'élite, rappresentanti della bellicosa aristocrazia Junker. Le truppe tedesche comprendevano riservisti bavaresi, sassoni, vestfaliani, hessiani, non pochi dei quali avevano vissuto – o erano persino nati – in Inghilterra e parlavano un inglese perfetto. A dispetto degli sforzi di Bismarck per unire gli sparsi principati tedeschi, molte truppe tedesche rimasero più attaccati alle loro comunità locali che a quella che per loro era un'astratta nazione tedesca.

Camerati in armi


Sguazzare in quelle che erano in effetti fredde e fetide fogne, colpiti da pioggia gelata e circondati dai resti in decomposizione dei loro camerati, i soldati di entrambi i lati mantennero tetramente la loro disciplina militare. Il 7 dicembre, il papa Benedetto XV propose un cessate il fuoco per il Natale. Questo suggerimento ottenne poco entusiasmo tra i politici ed i leader militari di ambo i lati. Ma la storia era diversa per le truppe esauste sulla linea del fronte.

Un dispaccio del 4 dicembre dal comandante del II corpo d'armata britannico prendeva nota con disapprovazione di una “filosofia di vita vivi-e-lascia-vivere” che era discesa sul Fronte. Anche se l'aperta fraternizzazione visibile fra le forze ostili era poca, altrettanto scarsa iniziativa si mostrava nel premere per potenziali conquiste. Né l'uno né l'altro lato faceva fuoco contro il nemico durante le ore dei pasti, e commenti amichevoli venivano lanciati frequentemente attraverso la Terra di Nessuno. In una lettera pubblicata dall'Edinburgh Scotsman, Andrew Todd dei Royal Engineers segnalò che i soldati lungo la sua parte del Fronte, “separati soltanto da 60 yarde… [erano diventati] molto ‘amichevoli’ tra loro.”

Piuttosto che scagliare piombo ai loro nemici, le truppe lanciavano occasionalmente attraverso le linee giornali (appesantiti con delle pietre) e lattine di razioni. Talvolta volavano pure sbarramenti di insulti, ma pronunciati generalmente “con meno veleno che una coppia di tassisti di Londra dopo uno scontro leggero,” segnalava Leslie Walkinton dei Queen's Westminster Rifles.

A dicembre inoltrato, l'ardore combattente delle truppe sulla linea del fronte stava calando. Con il Natale che si avvicinava, i gesti sparsi e rari di benevolenza attraverso le linee nemiche aumentarono. Circa una settimana prima di Natale, le truppe tedesche vicino ad Armentières passarono una “splendida” torta di cioccolato attraverso le linee alle loro controparti britanniche. A quella squisita offerta di pace stava attaccato un invito notevole:

'' Ci proponiamo stasera di fare un concerto poichè è il compleanno del nostro capitano e cordialmente vi invitiamo ad assistere – a patto di avere la vostra parola d'onore come ospiti che acconsentite a cessare le ostilità fra le 7:30 e le 8:30…. Quando ci vedrete accendere le candele e le luci della ribalta sul bordo della nostra trincea alle 7:30 esatte potrete alzare in sicurezza le teste sopra le vostre trincee, noi faremo lo stesso e cominceremo il concerto. ''

Il concerto ebbe luogo in orario, con le baffute truppe tedesche che cantavano “come i Christy Minstrels,” secondo la versione di un testimone oculare. Ogni canzone ricevette applausi entusiasti dalle truppe britanniche, spingendo un tedesco ad invitare i tommies ad “unirsi con noi nel coro.” Un soldato britannico gridò forte, “moriremmo piuttosto che cantare in tedesco.” A questo sarcasmo rispose immediatamente la truppa tedesca: “ci uccidereste se lo faceste.” Il concerto finì con una sincera versione di “Die Wacht am Rhein” e venne chiuso con alcuni colpi deliberatamente puntati nel cielo che andava oscurandosi – un segnale che la breve tregua pre-natalizia si era conclusa.

Altrove lungo il Fronte, furono presi accordi per recuperare i soldati caduti e per dare loro le cure o la sepoltura adeguati. In una lettera a sua madre, il luogotenente Geoffrey Heinekey del 2nd Queen's Westminster Rifles descrisse un tale evento avvenuto il 19 dicembre. “Alcuni tedeschi sono usciti con le mani alzate ed hanno cominciato a prendere i loro feriti e così anche noi siamo immediatamente usciti delle nostre trincee ed abbiamo cominciato a prendere i nostri feriti,” ricordava. “I tedeschi allora ci hanno chiamati e molti di noi sono andati a parlare con loro, e loro ci hanno aiutati a seppellire i nostri morti. Questo è durato l'intera mattina ed ho parlato con diversi di loro e devo dire che mi sono sembrati uomini straordinariamente buoni…. Sembrava troppo ironico per le parole. Là, la notte prima abbiamo avuto una terribile battaglia, e la mattina dopo stavamo fumando le loro sigarette e loro le nostre.”




Partita di calcio nella Terra di Nessuno


Presto cominciò a circolare lungo il Fronte la prospettiva di una cessazione formale delle ostilità in onore del Natale. Di nuovo, questa idea incontrò resistenza dall'alto. Commenta lo storico Stanley Weintraub, nel suo libro Silent Night: The Story of the World War I Christmas Truce:

La maggior parte degli alti gradi avevano guardato dall'altra parte quando precedentemente si erano verificate sparse fraternizzazioni. Una tregua di Natale, tuttavia, era un'altra questione. Ogni allentamento dell'azione durante la settimana di Natale avrebbe potuto insidiare qualsiasi spirito sacrificale fra truppe che difettavano di fervore ideologico. Malgrado gli sforzi dei propagandisti, i riservisti tedeschi mostravano ben poco odio. Spinti a disprezzare i tedeschi, i tommies [britannici] non vedevano impellente necessità nel riprendere snodi e campi di cavoli francesi e belgi. Piuttosto, entrambi i lati combattevano come i soldati hanno combattuto nella maggior parte delle guerre: per la sopravvivenza e per proteggere gli uomini che erano diventati la loro famiglia allargata.



In un certo senso, la guerra in sé era stata intrapresa all'interno di una famiglia allargata, poiché sia il Kaiser Guglielmo II di Germania che il re Giorgio V d'Inghilterra erano nipoti della regina Vittoria. Cosa più importante, le nazioni in guerra facevano tutte parte di ciò che era conosciuto una volta come Cristianità. L'ironia di questo fatto non sfuggiva a coloro che erano stati condannati a trascorrere il Natale sul Fronte.

Entro la notte di Natale, il lato tedesco del Fronte era illuminato da brillanti Tannenbeume – piccoli alberi di Natale sistemati, a volte sotto il fuoco nemico, da truppe determinate a commemorare il giorno santo. “Per la maggior parte dei soldati britannici, l'insistenza tedesca nella celebrazione del Natale fu uno shock dopo la propaganda sulla bestialità teutonica, mentre i tedeschi avevano a lungo considerato i britannici così come i francesi senz'anima e materialisti, ed incapaci di apprezzare la festa con lo spirito adeguato,” scrive Weintraub. “Considerati dai francesi e dai britannici dei pagani – dei selvaggi, persino – i pragmatici tedeschi non ci si aspettava che rischiassero la vita per ogni amato Tannenbaum. Tuttavia, quando alcuni di questi furono abbattuti da sporadici colpi di arma di fuoco, i sassoni di fronte [alla linea britannica] si arrampicarono testardi sui parapetti per alzare di nuovo gli alberi in pericolo.”



I luminosi alberi di Natale ricordavano ad alcuni coscritti indiani le lanterne utilizzate per celebrare il “Festival delle Luci” indù. Alcuni di loro dovevano essere sconcertati dal trovarsi congelati, malnutriti e di fronte ad una morte solitaria migliaia di miglia dalle loro case come soldati in una guerra che metteva le nazioni cristiane una contro l'altra. “Non penso che questa sia una guerra,” scrisse un soldato del Punjabi in una lettera ad un parente. “Questa non è una guerra. È la fine del mondo.”

Ma c'erano da ogni lato di quel conflitto fratricida anime determinate a conservare il decoro della cristianità, anche in mezzo al conflitto. Non appena il Natale albeggiò, le truppe sassoni tedesche gridarono saluti alle unità britanniche dall'altra parte: “ felice Natale a voi, inglesi!” Quel saluto benvenuto provocò una risposta fintamente insultante da uno dei soldati scozzesi, leggermente irritati per esser stati chiamati inglesi: “lo stesso a voi Fritz, ma a pranzo mangiatevi con le vostre salsicce!”

Un freddo improvviso aveva lasciato il campo di battaglia congelato, che era in effetti un sollievo per le truppe che affondavano nel fango fradicio. Lungo il Fronte, i soldati uscirono dalle trincee e dai rifugi, avvicinandosi prima con prudenza e quindi calorosamente, attraverso la Terra di Nessuno. Si scambiarono saluti e strette di mano, così come regali estratti dai pacchetti ricevuti da casa. Souvenir tedeschi che normalmente sarebbero stati ottenuti soltanto attraverso il massacro – come gli elmetti a punta pickelhaube, o le fibbie da cintura Gott mit uns – vennero barattati per simili gingilli britannici. Canti natalizi furono intonati in tedesco, inglese e francese. Furono prese alcune fotografie di ufficiali britannici e tedeschi affiancati, disarmati, nella Terra di Nessuno.



Vicino al saliente di Ypres, i tedeschi e gli scozzesi cacciarono delle lepri selvatiche che, una volta catturate, servirono per un pranzo di Natale inatteso. Forse l'improvviso esercizio dell'inseguire le lepri selvatiche spinse alcuni soldati a pensare do fare una partita di calcio. A quel punto, ben poco sforzo sarebbe stato necessario per ispirare degli uomini giovani e competitivi – molti dei quali erano gioventù inglese reclutata nei campi di calcio – a organizzare una partita. In ogni caso, i numerosi resoconti in lettere e pubblicazioni attestano il fatto che nel Natale del 1914 soldati tedeschi ed inglesi giocarono a calcio, sul campo congelato della Terra di Nessuno.

Il tenente britannico John Wedderburn-Maxwell dell'artiglieria da campo ha descritto l'evento come “probabilmente l'evento più straordinario dell'intera guerra – una tregua dei soldati senza alcuna alta sanzione da parte degli ufficiali e dei generali….” Questo non equivale a dire che l'evento incontrò un'approvazione assoluta. Scambi casuali di colpi di arma di fuoco lungo il Fronte ricordarono letalmente che la guerra era ancora in corso.

Dalla sua posizione dietro le linee, “un soldato scarno e terreo con dei baffi spessi e scuri e gli occhi socchiusi” assistette all'eruzione spontanea di amicizia cristiana con disprezzo pieno di odio. Il messaggero tedesco di nascita austriaca disprezzava i suoi camerati che si scambiavano gli auguri di Natale con le loro controparti britanniche. “Una tal cosa non dovrebbe accadere in tempo di guerra,” brontolava il caporale Adolf Hitler. “Non vi è rimasto alcun senso dell'onore tedesco?” “Era implicato qualcosa di più degli scrupoli patriottici” nella reazione di Hitler, nota Weintraub. “Anche se era un cattolico battezzato, lui rifiutava ogni vestigia di osservanza religiosa mentre la sua unità celebrava la festa nella cantina del monastero di Messines.”




E se…?

In un resoconto del 2 gennaio 1915 della tregua di Natale, il Daily Mirror di Londra considerò che “il vangelo dell'odio” aveva perso il suo fascino tra i soldati che avevano fatto conoscenza.

“Il cuore del soldato raramente ha dell'odio in sé,” commentava il giornale. “Egli va a combattere perché quello è il suo lavoro. Ciò che è venuto prima – le cause della guerra e il perché ed il percome – lo interessa poco. Combatte per il suo paese e contro i nemici del suo paese. Collettivamente, devono essere condannati e fatti a pezzi. Individualmente, sa che non sono cattivi.”

“Molti soldati e ufficiali di linea britannici e tedeschi, si videro come signori ed uomini d'onore,” scrive Weintraub. La truppa è giunta a capire che l'uomo all'altra estremità del fucile, piuttosto che il mostro senz'anima rappresentato nella propaganda ideologica, era spaventato e disperato per sopravvivere a tornare alla sua famiglia. Per molti lungo il Fronte, queste realtà divennero chiare per la prima volta alla luce diffusa dal Tannenbaum tedesco.





Nel simbolo comune dell'albero di Natale – un ornamento dalle origini pagane appropriato dai cristiani secoli fa – soldati britannici e tedeschi trovarono “un legame improvviso e straordinario,” osservò l'autore britannico Arthur Conan Doyle dopo la guerra (un conflitto che reclamò la vita di suo figlio). “Era uno spettacolo stupefacente,” Doyle rifletteva, “e deve suscitare un amaro pensiero riguardo ai cospiratori d'alto lignaggio contro la pace nel mondo, che nella loro pazza ambizione hanno istigato tali uomini a prendersi per la gola piuttosto che a darsi mano.”



In una notevole lettera pubblicata dal Times di Londra il 4 gennaio, un soldato tedesco dichiarò che “come mostrano le scene meravigliose nelle trincee [durante il Natale], non c'è malizia da parte nostra, e neanche in molti di coloro che sono stati schierati contro di noi.” Ma questo non era certamente vero per coloro che orchestrarono la guerra, “i cospiratori d'alto lignaggio contro la pace del mondo.” Come precisa lo storico britannico Niall Ferguson, i programmi dei guerrafondai per il mondo richiedevano “massimo massacro a minima spesa.” La tregua informale tenne il Natale e, in alcuni punti lungo il fronte, anche il giorno seguente (conosciuto come “Boxing Day” tra i soldati britannici). Ma prima di Capodanno la guerra aveva ripreso in tutta la sua furia maligna ed il suicidio della Cristianità continuò rapidamente.



La maggior parte delle guerre sono esercizi insensati di omicidio di massa e distruzione inutile. La Prima Guerra Mondiale, tuttavia, è notevole non solo per essere stata più evitabile e meno giustificabile della maggior parte delle guerre, ma anche per il suo ruolo nell'apertura dei cancelli dell'inferno. La fame di massa e la rovina economica inflitte sulla Germania dalla guerra e dalle sue conseguenze hanno coltivato il movimento nazional-socialista (nazista). La quasi identica rovina creata in Russia portò Lenin e i bolscevichi al potere. Benito Mussolini, un agitatore socialista considerato un tempo come l'erede di Lenin, salì al potere in Italia. Varianti radicali del nazionalismo totalitario intollerante ulcerarono l'Europa. I semi di future guerre e terrorismo furono piantati profondamente nel Medio Oriente.

Cosa sarebbe successo se la tregua di Natale del 1914 avesse tenuto? Sarebbe potuta seguire una pace negoziata, salvando la Cristianità almeno per un istante in più? Non lo sappiamo. È dubbio che “i cospiratori d'alto lignaggio contro la pace nel mondo” sarebbero stati dissuasi a lungo dal perseguire i loro folli piani. Ma la tregua – una fermata benvenuta nella sinfonia della distruzione – ha illustrato una verità senza tempo della natura dell'anima umana come progettata dal suo Creatore.

Riflettendo sulla tregua di Natale, lo storico scozzese Roland Watson scrive: “lo Stato muggisce gli ordini ‘Uccidi! Distruggi! Conquista!” ma un istinto più profondo nell'individuo non fa sparare subito una pallottola contro un altro che non abbia fatto grande offesa, ma che piuttosto dice con loro, ‘che cosa sto facendo qui?’” Per un periodo tragicamente ridotto, lo Spirito del Principe della Pace sommerse le richieste assassine dello Stato.












http://www.lewrockwell.com/grigg/grigg-w67.html
http://gongoro.blogspot.com/2008/12/la-tregua-di-dio.html

LO SCANDALO DEI VACCINI LETALI: Kennedy Jr. indaga





Curioso come l'antico simbolo del commercio sial uguale a quello di 'medical watch'... sempre con l'occhio che tutto vede.




Robert F. Kennedy Jr. indaga sullo scandalo dell’insabbiamento per opera del governo della connessione tra mercurio ed autismo

Nel giugno del 2000, un gruppo, formato da scienziati governativi e di responsabili per la sanità pubblica, si incontrò nell'isolato centro congressi Simpsonwood di Norcross, in Georgia. Voluta dal Center for Disease Control and Prevention (C.D.C.), la riunione si svolse presso questo eremo metodista nascosto tra i boschi in prossimità del fiume Chattahoochee, al fine di assicurare la completa segretezza. Il C.D.C. non aveva emanato nessun annuncio pubblico della riunione -solo inviti privati per i 52 presenti.

C'erano gli alti funzionari del C.D.C. e della Food and Drug Administration (Ministero della "salute" statunitense), i più importanti specialisti in vaccini dell'Organizzazione Mondiale della "Sanità" da Ginevra ed i rappresentanti delle maggiori compagnie per la produzione di vaccini, incluse la GlaxoSmithKline, Merk, Wyeth ed Aventis Pasteur. Tutti i dati scientifici in discussione, come ricordato ripetutamente ai partecipanti dai funzionari del C.D.C., erano strettamente confidenziali. Non ci sarebbero state fotocopie o documenti, nessuna prova cartacea da portarsi via alla fine della riunione.

I dirigenti federali ed i rappresentanti delle industrie si erano riuniti per discutere di un nuovo allarmante studio che sollevava preoccupazione circa la sicurezza dei comuni vaccini infantili somministrati a neonati e bambini. Secondo un epidemiologo del C.D.C., Tom Verstraeten, che aveva analizzato gli enormi archivi dell'agenzia contenenti le registrazioni mediche di 100.000 bambini, un conservante a base di mercurio (thimerosal) sembrava essere il responsabile del drammatico incremento nei casi di autismo e la base di altri disordini neurologici infantili.

"Ero veramente sbalordito per ciò che vidi", affermò Verstraeten a tutti i convenuti a Simpsonwood, citando lo strabiliante numero di studi recenti che indicavano un collegamento tra il thimerosal e ritardo verbale, disordine da deficit di attenzione, iperattività ed autismo.

Fin dal 1991, quando il C.D.C. e la F.D.A. avevano raccomandato tre vaccini aggiuntivi legandoli alla prevenzione da fornire a livello infantile (in un caso a poche ore dalla nascita), il numero stimato di casi di autismo era cresciuto di 15 volte, da 1 su 2500 a 1 su 166 bambini.

Per gli scienziati e per i medici, abituati ad affrontare questioni di vita o di morte, l'evidenza era spaventosa. "Si può fantasticare su tutto questo quanto vogliamo", dichiarò al gruppo il dottor Bill Weil, uno specialista dell'Associazione Pediatrica Americana. L'esito "è statisticamente rilevante". Il dottor Richard Johnston, un immunologo e pediatra dell'Università del Colorado, il cui nipote era nato la mattina del primo giorno del meeting, era ancor più preoccupato. Egli disse: "Quello che penso? Perdonate questo mio commento personale. Non voglio che a mio nipote vengano inoculati vaccini che contengano thimerosal, finchè non sapremo di più su ciò che sta accadendo".

Invece di compiere i passi necessari per informare il pubblico e sbarazzarsi dei vaccini contenenti thimerosal, i dirigenti e l'esecutivo riuniti a Simpsonwood, spesero la quasi totalità dei successivi due giorni a discutere su come coprire quei dati pericolosi. Secondo la trascrizione ottenuta grazie al Freedom of Information Act (Legge sulla libertà di Informazione), molti all'incontro erano preoccupati per quanto quelle rivelazioni sul thimerosal, avrebbero danneggiato i profitti delle compagnie farmaceutiche.

"Siamo in una brutta posizione dal punto di vista difensivo nell'eventualità di una causa legale", asserì il dottor Robert Brent, pediatra all'ospedale infantile Alfred I. duPont nel Delaware. "Questa sarà una risorsa per i nostri occupatissimi avvocati dell'accusa di questo stato". Il dottor Bob Chen, capo della sicurezza dei vaccini della C.D.C., fu sollevato dal fatto che "data la sensibilità della notizia, saremo in grado di tenere tutto questo fuori dalla portata di - diciamo così - mani meno responsabili".

Il dottor John Clements, direttore per i vaccini all'Organizzazione Mondiale della Sanità, dichiarò: "questo studio non avrebbe mai dovuto essere eseguito". Aggiunse: "i risultati della ricerca debbono essere modificati", avvertendo che lo studio "sarà valutato da altri e verrà usato in altri modi fuori dal controllo di questo gruppo". Infatti il governo dimostrò di essere più bravo nel manipolare il problema che nel proteggere la salute dei bambini.

Il C.D.C. pagò l'Istituto di Medicina per condurre un nuovo studio per nascondere il rischio collegato al thimerosal, ordinando ai ricercatori di "escludere" il collegamento tra chimica ed autismo. Vennero secretate le scoperte di Verstraeten, ne venne stroncata l'immediata pubblicazione e fu riferito agli altri scienziati che i dati originali erano andati "perduti" e non c'era alcun modo per ricrearli. Per ostacolare la Freedom of Information Act, passò il proprio gigantesco database sui registri di vaccinazione ad una azienda privata, dichiarandola off-limits ai ricercatori.

Nel contempo, Verstraeten pubblicò il suo studio definitivo nel 2003, andò a lavorare per la GlaxoSmithKline e rielaborò i dati per "affossare" il collegamento tra thimerosal ed autismo.

I produttori di vaccini cominciarono ad eliminare il thimerosal dalle iniezioni da inoculare ai neonati americani, ma hanno continuato a vendere le loro forniture di vaccini a base di mercurio fino all'anno scorso. Il C.D.C. e la F.D.A. hanno dato loro una mano, acquistando i vaccini contaminati per esportarli nei paesi in via di sviluppo e permettendo alle compagnie farmaceutiche l'uso del conservante in alcuni vaccini americani, incluse svariate punture liquide ad uso pediatrico come pure nel richiamo antitetanico inoculato di routine ad undici anni.

Le compagnie farmaceutiche stanno ricevendo un aiuto anche dai potenti legislatori di Washington. Il leader della maggioranza al senato, Bill Frist, che ha ricevuto 873.000 dollari sotto forma di contributo dalle industrie farmaceutiche, ha lavorato per "immunizzare" i realizzatori di vaccini dalla responsabilità oggettiva in 4.200 processi che erano stati intentati dai parenti di bambini danneggiati.

In cinque occasioni diverse, Frist aveva cercato di sigillare tutti i documenti governativi collegati ai vaccini (inclusa la trascrizione dell'incontro di Simpsonwood) e di proteggere Eli Lilly, lo sviluppatore del thimerosal, dal mandato di comparizione. Nel 2002, il giorno dopo che Frist aveva tranquillamente infilato un codicillo conosciuto come "Legge per la protezione di Eli Lilly" all'interno di un progetto di legge per la sicurezza nazionale, la società contribuì con 10.000 dollari alla sua campagna elettorale ed acquistò 5.000 copie del suo libro sul bioterrorismo.

La misura fu abrogata dal Congresso nel 2003, ma già quest'anno, Frist inserì un'altra provvigione all'interno di una legge antiterrorismo allo scopo di negare qualsiasi indennità ai bambini che soffrono di disordini mentali connessi con le vaccinazioni. "I disegni di legge sono della massima importanza al fine di evitare il fallimento dei produttori di vaccini: ciò limiterebbe quindi la nostra capacità di difesa nel caso di attacco biologico per mano di terroristi", dichiara Dean Rose, consigliere per le politiche sulla salute di Frist.

Analogamente, molti conservatori si sono scontrati con lo sforzo del governo di nascondere i pericoli del thimerosal. Dan Burton, un rappresentante repubblicano dell'Indiana, sovrintese una ricerca lunga tre anni sul thimerosal dopo che, a suo nipote, era stato diagnosticato l'autismo. "Il thimerosal, usato come conservante nei vaccini, è direttamente responsabile dell'epidemia autistica", fu la conclusione del rapporto finale del Comitato Governativo per le Riforme.

"Questa epidemia con ogni probabilità poteva essere impedita o almeno ridotta se la F.D.A. non si fosse "addormentata" in riferimento alla mancanza di dati certi sul thimerosal iniettato, una riconosciuta neurotossina". La F.D.A. ed altre agenzie per la "salute pubblica" sbagliarono ad agire - aggiunse il comitato - con una "disonestà istituzionale a scopo di autodifesa" e "un mal riposto protezionismo verso le industrie farmaceutiche".

La storia di come le agenzie governative per la salute fossero colluse con la "Big Pharma" per nascondere il rischio del thimerosal all'opinione pubblica, è un'agghiacciante studio analitico sull'arroganza, sul potere e sulla cupidigia delle istituzioni. Sono stato trascinato in questa polemica con riluttanza.

Come procuratore e ambientalista che ha passato anni lavorando su questioni di tossicità da mercurio, ho incontrato spesso madri di bambini autistici che erano assolutamente convinte che i loro bambini fossero stati danneggiati dalle vaccinazioni. Dentro di me, ero scettico.

Dubitavo che l'autismo potesse essere causato da un'unica causa e non capivo la necessità del governo di tranqulizzare i genitori sulla sicurezza delle vaccinazioni: lo sradicamento di alcune malattie mortali dell'infanzia dipendeva da questo. Ero tendenzialmente d'accordo con gli scettici come Henry Waxam, deputato democratico della California, che criticava i suoi colleghi dell’House Government Reform Committee per la capacità di saltare alle conclusioni su autismo e vaccinazioni. "Perché dovremmo impaurire la popolazione circa le vaccinazioni" faceva notare Waxman agli interlocutori "quando conosciamo i fatti?"

Fu soltanto dopo aver letto le trascrizioni sull'incontro di Simpsonwood, studiando le più importanti rierche scientifiche e consultando molti dei più eminenti specialisti, che cominciai a convincermi che il collegamento tra thimerosal e l'epidemia nei disordini neurologici dell'infanzia era realtà. Cinque dei miei figli appartengono alla "Generazione Thimerosal" (i nati tra il 1989 e il 2003) che ha ricevuto pesanti dosi di mercurio dai vaccini. "Le classi elementari hanno un numero di bambini sopra la media con sintomi neurologici o con problemi del sistema immunitario" disse nel 1999 Patti White, un'assistente scolastica, alla H.G.R.C.

"Si suppone che i vaccini ci facciano stare meglio, ma in ogni caso, in venticinque anni di lavoro, non ho mai visto così tanti bambini ammalati e danneggiati. Qualcosa di molto, molto sbagliato sta accadendo ai nostri bambini".

Più di 50.000 bambini soffrono oggi di autismo ed i pediatri stimano oltre 40.000 nuovi casi all'anno. La malattia era conosciuta già nel 1943, quando fu identificata e diagnosticata su undici bambini nati nei mesi successivi all'introduzione del thimerosal nei vaccini infantili nel 1931.

Alcuni scettici contestano il fatto che l'incremento dell'autismo sia causato da un avvelenamento da thimerosal dei vaccini. Essi affermano che questo incremento è dovuto ad un miglioramento delle diagnosi - una teoria alquanto opinabile, considerando che la maggior parte dei nuovi casi di autismo è concentrata in un'unica generazione di bambini. "Se l'epidemia è veramente il risultato di diagnosi inefficaci" sconfessa il dottor Boyd Haley, una delle autorità mondiali sulla tossicità da mercurio "allora dove sono tutti gli autistici di vent'anni d'età?".

Altri ricercatori fanno notare che gli Statunitensi sono esposti ad un grande carico di mercurio come mai prima d'ora (dalla contaminazione del pesce alle cure dentali) e suggeriscono come il thimerosal sia solo parte di un problema su più larga scala. E' un argomento che certamente merita più attenzione di quanta ne abbia ricevuta, ma a cui sfugge il fatto che la concentrazione di mercurio nei vaccini rende irrilevante l'esposizione dei nostri bambini alle altre fonti.

Quello che più colpisce è il periodo nel quale i responsabili delle ricerche hanno voluto ignorare (e coprire) le prove contro il thimerosal. Fin dall'inizio, i dati scientifici contro l'additivo al mercurio sono stati censurati. Il conservante, usato per arginare la crescita di funghi e batteri nei vaccini, conteneva etilmercurio, una potente neurotossina. La quantità degli studi eseguiti ha dimostrato che il mercurio tende ad accumularsi nel cervello dei primati e degli altri animali dopo l'inoculazione di vaccini e che lo sviluppo del cervello dei neonati è particolarmente a rischio.

Nel 1977 uno studio russo trovò negli adulti esposti, una minor concentrazione di etilmercurio rispetto ai dati su bambini americani che anni dopo ancora soffrivano di danni cerebrali. La Russia bandì il thimerosal dai vaccini per bambini venti anni dopo e Danimarca, Austria, Giappone, Gran Bretagna ed i Paesi Scandinavi ne hanno già seguito l'esempio.

"Non si può realizzare uno studio che dimostri che il thimerosal è sicuro", afferma Haley, capo del dipartimento di Chimica dell'Università del Kentucky. "E' incredibilmente tossico. Se si inietta thimerosal negli animali, il loro cervello si ammala. Se si applica su tessuti viventi, le cellule muoiono. Se lo inserisci in un contenitore di Petri, la cultura muore. Se si conoscono questi fatti, è sconvolgente che qualcuno voglia pensare di iniettarlo in un neonato senza causare danni".

Documenti interni rivelano che Eli Lilly, che per primo sviluppò il thimerosal, sapeva fin dall'inizio che il prodotto poteva causare danni (e anche la morte) sia in animali sia in esseri umani. Nel 1930, l'azienda testò il thimerosal, inoculandolo in ventidue pazienti con meningite allo stadio terminale, tutti morti a settimane dalle iniezioni - un fatto che Lilly non riportò nel suo studio, dichiarando sicuro il thimerosal. Nel 1935, i ricercatori di un'altra compagnia per la realizzazione di vaccini, la Pittman-Moore, avvertivano Lilly che le sue affermazioni circa la sicurezza del thimerosal "non collimavano con la nostra". Metà dei cani a cui la Pittman aveva iniettato vaccini basati sul thimerosal si ammalarono, conducendo i ricercatori a dichiarare che il conservante "è insoddisfacente come siero messo a punto per l'uso sui cani".

Nei decenni che seguirono, le evidenze contro il thimerosal continuarono a crescere. Durante la seconda guerra mondiale, quando il Dipartimento della "Difesa" usava il conservante nei vaccini per i soldati, fu richiesto a Lilly di eliminare il suo "veleno". Nel 1967, uno studio di microbiologia applicata dimostrò che il thimerosal uccideva i topi, se aggiunto ai vaccini iniettati.

Quattro anni dopo, gli studi di Lilly lo portarono a comprendere che il thimerosal era "tossico per i tessuti cellulari" in concentrazioni anche inferiori a una parte su un milione, cioè 100 volte meno rispetto ad una concentrazione di un vaccino standard. Nonostante questo, le aziende continuarono a dichiarare il thimerosal come "atossico", inserendolo anzi nei disinfettanti topici.

Nel 1977, dieci bambini morirono all'ospedale di Toronto, quando un antisettico contenente thimerosal fu applicato sul loro cordone ombelicale.

Nel 1982, la F.D.A. propose un bando su tutti i prodotti contenenti thimerosal e nel 1991 l'agenzia li considerò banditi dai vaccini per animali. Ma tragicamente quello stesso anno, il C.D.C. consigliò che ai bambini fosse somministrata una serie di vaccini con mercurio. I neonati sarebbero stati vaccinati per l'Epatite B entro 24 ore dalla nascita ed a due mesi per "haemophilus influenzae B" e difteria-tetano-pertosse.

Le compagnie farmaceutiche sapevano che i vaccini aggiuntivi erano pericolosi. Lo stesso anno in cui il C.D.C. approvava il nuovo vaccino, il dottor Maurice Hilleman, uno dei padri del programma vaccinale della Merck, avvertiva le aziende che i bambini di sei mesi a cui venivano inoculati i vaccini, sarebbero stati soggetti ad una pericolosa esposizione al mercurio. Egli raccomandava di interrompere l'uso di thimerosal "specialmente se usato su bambini e neonati", facendo notare che le industrie erano a conoscenza di alternative non tossiche. "La miglior strada da intraprendere" aggiunse " è di modificare la distribuzione degli attuali vaccini senza aggiungere conservanti".

Sia per la Merck sia per le altre compagnie, comunque, l'ostacolo era costituito dai soldi. Il thimerosal permetteva alle industrie farmaceutiche di inglobare i vaccini in fiale che contenevano dosi multiple che richiedevano una protezione aggiuntiva, in quanto più facilmente contaminabili, data l'introduzione di più aghi. Le fiale più grandi costano la metà rispetto a quelle più piccole monodose, rendendo più economico alle agenzie internazionali la distribuzione.

Affrontando queste "considerazioni sui costi", la Merck ignorò gli avvertimenti di Hillman ed i responsabili governativi continuarono a spingere sempre più vaccini basati sul thimerosal per i bambini. Prima del 1989, i bambini americani in età prescolare ricevevano undici vaccinazioni (polio, difterite-tetano-pertosse e morbillo-parotite-rosolia). Un decennio dopo, grazie alle raccomandazioni federali, i bambini ricevevano un totale di 22 immunizzazioni fino all'ingresso alle elementari.

Nel momento in cui cresceva il numero dei vaccini, il tasso di crescita dell'autismo infantile diventava esponenziale. Durante gli anni '90, a 40 milioni di bambini furono iniettati vaccini basati sul thimerosal, ricevendo livelli di mercurio mai raggiunti prima, in un periodo critico per lo sviluppo del cervello. Malgrado il ben documentato pericolo del thimerosal, sembrava che nessuno fosse preoccupato dall'aggiungere dosi cumulative di mercurio che i bambini ricevevano dai vaccini.

"Perché la F.D.A. impiega così tanto tempo per fare il calcolo?" chiese in una e-mail nel 1999 Peter Patriarca, direttore dei prodotti virali per l'agenzia. "Perché il C.D.C. e gli organi consultivi non hanno eseguito questi calcoli, quando ampliarono rapidamente il piano di immunizzazione per l'infanzia?"
Ma in quel momento il danno era stato provocato. A due mesi, quando il cervello del neonato è ancora in uno stato critico dello sviluppo, i neonati ricevono d'ufficio 3 inoculazioni che contengono un totale di 62,5 microgrammi di etilmercurio, un livello 99 volte più elevato rispetto al limite massimo fissato dalla E.P.A. per l'esposizione a metilmercurio, una ricosciuta neurotossina. Benché l'industria delle vaccinazioni insista che l'etilmercurio crea un piccolo danno, perché viene scomposto velocemente ed espulso dal corpo, svariati studi (incluso uno pubblicato in aprile dall'Istituto Nazionale per la Salute) sottolinea come l'etilmercurio sia in realtà più tossico per lo sviluppo del cervello, risiedendovi più a lungo rispetto al metilmercurio.

I funzionari responsabili per l'immunizzazione dell'infanzia, insistono sul fatto che i vaccini addizionali sono necessari per proteggere i neonati dalle malattie e che il thimerosal è ancora necessario nelle nazioni in via di sviluppo che, come spesso dichiarano, non si possono permettere le fiale a dose singola che non richiedono un conservante. Il dottor Paul Offit, uno dei principali consulenti per i vaccini della C.D.C., mi confidò: "Penso che, se veramente abbiamo un'influenza pandemica (e certamente l'avremo nei prossimi vent'anni, perché lo diciamo sempre) non c'è modo nel quale noi possiamo immunizzare 280 milioni di persone con fiale a dose singola. Dovremmo usare fiale multidose".

Sebbene alcuni funzionari per la salute pubblica non fossero in mala fede, molti di loro invece che appartengono al comitato consultivo della C.D.C. che ha sostenuto i vaccini addizionali, hanno un legame stretto con le industrie. Il dottor Sam Katz, il presidente del comitato, è stato un consulente pagato per molti dei maggiori produttori di vaccini e fu esponente di un team che sviluppò il vaccino anti-morbillo, che brevettò nel 1963. Il dottor Neal Halsey, un altro membro del comitato, lavorò come ricercatore per le aziende di vaccini, ricevendo un onorario dai Laboratori Abbott per la sua ricerca sul vaccino per l'epatite B.

Infatti, nel ristretto circolo degli scienziati che lavorano sui vaccini, tale conflitto di interessi è comune. Il Deputato Burton afferma che il C.D.C. "normalmente permette a scienziati con sfacciati conflitti d'interesse, di servire presso il comitato consultivo intellettuale che dà raccomandazioni sui nuovi vaccini, "sempre che essi abbiano interesse a produrne e le aziende per le quali si supponga siano fornitori ne abbiamo una sorveglianza imparziale". H.G.R.C. scoprì che quattro degli otto consulenti della C.D.C. che approvarono le linee guida del vaccino per il rotavirus "avevano un legame finanziario con le compagnie farmaceutiche, che svilupparono varie versioni del vaccino".

Offit, che condivideva un brevetto su uno dei vaccini, mi confidò che "avrebbe fatto i soldi", se il suo voto avesse portato ad un prodotto commerciabile. Ma ha negato la mia idea che uno scienziato finanziato direttamente partecipi alle omologazioni del C.D.C., possa essere influenzato nelle sue decisioni. "Questo non mi crea nessun conflitto", insiste.

"Sono semplicemente informato del procedimento e non ne sono distratto. Quando siedo attorno a quel tavolo, il mio unico intento è cercare di fare delle raccomandazioni per il massimo benessere dei bambini di questa nazione. E' offensivo dire che medici ed il personale per la salute pubblica, siano stipendiate dall'industria e perciò prendono decisioni che essi sanno essere pericolose per i bambini. Questo non è il modo di lavorare".

Altri scienziati sui vaccini ed ispettori per la loro sicurezza mi hanno dato assicurazioni simili. Come Offit, essi si vedono come guardiani illuminati della salute dei bambini, orgogliosi della loro partnership con le compagnie farmaceutiche, immuni dalla seduzione del profitto personale, assediati da attivisti irrazionali, le cui campagne anti-vaccini mettono a repentaglio la salute dei bambini. Costoro sono spesso risentiti dall'essere messi in discussione. "La scienza" afferma Offit "è meglio che sia lasciata agli scienziati".

Ancora, alcuni funzionari del governo sono allarmati dall'evidente conflitto d'interessi. Nella sua e-mail del 1999 agli amministratori del C.D.C., Paul Patriarca della FDA critica aspramente i controllori federali per aver mancato di valutare adeguatamente il pericolo costituito dall'incremento dei vaccini infantili. "Non sono sicuro che ci sarà una facile via d'uscita dalla potenziale percezione che la F.D.A., il C.D.C. e gli organismi della politica vaccinale potrebbero avere, non avendo prestato finora attenzione verso l'argomento thimerosal" scrive Patriarca. La stretta vicinanza tra i funzionari normativi e le industrie farmaceutiche, aggiunge, "farà crescere anche la questione sulla diversità di organi consultivi circa la raccomandazione aggressiva verso l'uso di thimerosal nei vaccini per bambini".

Se la normativa federale e gli scienziati governativi sbagliarono, negli anni, a comprendere il rischio potenziale connesso al thimerosal, nessuno può parlare di ignoranza dopo l'incontro segreto di Simpsonwood. Invece di compiere ulteriori studi per testare il collegamento tra autismo ed altre forme di danno cerebrale, il C.D.C. collocò la "politica" al di sopra della scienza. L'ente consegnò il proprio database sulle vaccinazioni infantili, che era stato sviluppato per lo più a spese dei contribuenti, ad un'azienda privata, la America's Health Insurance Plans, assicurandosi che non potesse usarlo per ricerche aggiuntive. In più, istruì l'Istituto di Medicina, un'organizzazione consultiva che è parte dell'Accademia Nazionale di Scienze, affinché compisse uno studio che demistificasse il collegamento tra thimerosal e disordini cerebrali.

Il C.D.C. "voleva farci dichiarare che queste cose sono davvero sicure" disse alla dottoressa Marie McCormick, che presiedeva il Comitato di Controllo sulla Sicurezza delle Immunizzazione dello I.O.M., ad un collega ricercatore, quando si incontrarono la prima volta nel gennaio del 2001. "Noi non abbiamo mai affermato che l'autismo è un effetto collaterale proprio dell'esposizione al thimerosal". Secondo una trascrizione dell'incontro, il capogruppo del comitato, Kathleen Stratton, affermò che lo I.O.M. concludeva che la prova era "inadeguata per accettare o rigettare una relazione causale" tra thimerosal ed autismo. Tale nesso, aggiunse, era il risultato che "Walt voleva", con riferimento a Walter Orenstein, direttore del Programma Nazionale di Immunizzazione della C.D.C.

Per quelli che hanno dedicato le loro vite alla promozione delle vaccinazioni, le rivelazioni sul thimerosal miniacciarono di mettere a repentaglio tutto ciò per cui avevano lavorato. "Qui abbiamo un drago alle spalle" ammise il dottor Michael Kaback, un altro membro del comitato, “Siamo come presi in trappola. L'unico modo per uscire dalla trappola, penso sia attaccare".

Persino in pubblico, i funzionari federali mettevano in chiaro che il loro scopo principale nello studio del thimerosal, fosse dissipare i dubbi sui vaccini. "Sono sufficienti quattro studi attualmente in corso per escludere il collegamento proposto tra autismo e thimerosal", garantiva il dottor Gordon Douglas, l'allora direttore della pianificazione strategica per la ricerca sui vaccini all'Istituto Nazionale per la "Salute", in una riunione all'Università di Princeton nel maggio del 2001. "Affinchè si annulli l'effetto dannoso delle ricerche che pretendono di collegare il vaccino antimorbillo con un rischio elevato di autismo, dobbiamo condurre e pubblicizzare studi aggiuntivi per rassicurare i genitori sulla loro sicurezza". Douglas ha lavorato in passato come presidente per le vaccinazioni per la Merck, dove ignorava gli avvertimenti circa il rischio del thimerosal.

Nel maggio dell'anno scorso, l'Istituto di Medicina ha emesso il suo rapporto finale. Le conclusioni: non esiste collegamento provato tra autismo e thimerosal nei vaccini. Piuttosto che esaminare la grande letteratura raccolta che descrive la tossicità del thimerosal, fa affidamento su quattro disastrosi ed imperfetti studi epidemiologici che analizzano gli stati europei, dove i bambini ricevono dosi molto inferiori di thimerosal rispetto ai bambini statunitensi. Viene citata anche una nuova versione dello studio di Verstraetten, pubblicato nel giornale "Pediatrics", che è stato rielaborato per ridurre il collegamento tra thimerosal ed autismo. Lo studio include bambini troppo giovani per essere diagnosticati come autistici e si è orientato verso altri che mostravano segni di disturbi. L'I.O.M. dichiarò il caso chiuso e, con una posizione sorprendente per un gruppo scientifico, consigliò che non fossero più condotte ulteriori ricerche.

Il rapporto poteva soddisfare il C.D.C., ma non convinse nessuno. Il deputato David Weldon, un medico repubblicano della Florida che lavorava per la H.G.R.C., attaccò l'Istituto di Medicina, affermando che avevano contato su una manciata di studi che erano "fatalmente imperfetti" per la "povertà di idee" e mancavano di rappresentare "tutte le ricerche scientifiche e mediche disponibili". I funzionari del C.D.C. non erano interessati ad una onesta ricerca della verità, mi disse Weldon, perché "un'associazione tra vaccini ed autismo, li obbligherebbe ad ammettere che la loro politica ha irrimediabilmente danneggiato migliaia di bambini.

Chi vorrebbe sentire questo sul proprio operato?"

Sotto la pressione del Congresso e dei genitori, l'Istituto di Medicina convocò un altro comitato per discutere la perdurante preoccupazione sul programma chiamato Vaccine Safety Datalink Data Sharing. In febbraio, il nuovo comitato, composto da differenti scienziati, criticò il modo in cui la V.S.D. s'era avvalsa dello studio di Verstraetten ed esortò il C.D.C. a rendere disponibile per il pubblico il suo database sui vaccini.

Finora, comunque, solo due scienziati sono riusciti ad ottenerne l'accesso. Il dottor Mark Geier, presidente del Centro Genetico d'America, e suo figlio David, passarono un anno a lottare per ottenere il registro medico dal C.D.C. Fin dall'agosto del 2002, quando i membri del Congresso premevano per avere i dati, i Geier avevano completato sei studi che dimostravano il forte legame tra thimerosal e danni neurologici nei bambini. Uno studio, che comparava la dose totale di mercurio ricevuta dai bambini nati tra il 1981 e il 1985, con quelli nati tra il 1990 e il 1996, dimostrava una "relazione molto significativa" tra autismo e vaccini.

Un altro studio sulla performance scolastica, dimostrò che i bambini che ricevevano grosse dosi di thimerosal nei vaccini, avevano quasi tre volte la probabilità di avere una diagnosi di autismo e oltre tre volte la probabilità di soffrire di disordini del linguaggio e ritardo mentale. Un altro studio in via di pubblicazione, mostra come il tasso di autismo sia in calo dopo la recente eliminazione del thimerosal da molti vaccini.

Nel momento in cui il governo federale lavorava per evitare che gli scienziati studiassero i vaccini, altri intervenivano nello studio del collegamento con l'autismo: in aprile, il giornalista Dan Olmsted dell'U.P.I. intraprese da solo uno degli studi più importanti e, cercando bambini che non fossero stati esposti al mercurio vaccinale (il tipo di popolazione che gli scienziati normalmente usano come "controllo" durante gli esperimenti). Olmsted incontrò gli Amish della contea di Lancaster in Pennsylvania, i quali rifiutavano di vaccinare i propri neonati.

Partendo dal dato nazionale sull'autismo, Olmsted calcolò che avrebbero dovuto trovarsi 130 autistici fra loro. Ne trovò soltanto quattro: uno era stato esposto ad alti livelli di mercurio da una centrale elettrica, gli altri tre, incluso un bambino adottato proveniente dall'esterno della comunità, avevano ricevuto le vaccinazioni.

Negli alti gradi dello stato, anche molti funzionari condussero una revisione in profondità sul thimerosal. Mentre l'Istituto di Medicina era occupato a nascondere i rischi, l'assemblea legislativa dell'Iowa passò accuratamente al setaccio tutti i dati scientifici e biologici disponibili. "Dopo tre anni di revisioni, cominciai a convincermi che c'era un numero sufficiente di ricerche affidabili che mostravano un legame tra mercurio e l'incremento dell'incidenza dell'autismo", afferma il Senatore dello stato Ken Veenstra, un repubblicano che supervisionò la ricerca.

"Il fatto che nell'Iowa si fosse verificato un incremento del 700% nei casi di autismo cominciato negli anni novanta, giusto dopo che molti vaccini furono aggiunti al piano vaccinale per bambini, è da sola una solida prova". L'anno scorso, l'Iowa è diventato il primo stato a mettere al bando il mercurio nei vaccini, seguito poi dalla California. Analoghe azioni sono al vaglio in altri trentadue stati.

Invece di rispondere per le rime, la F.D.A. continua a permettere alle aziende di includere il thimerosal in dozzine di medicinali da banco, come steroidi ed iniezioni di collagene. Analogamente allarmante è che il governo continua a trasferire vaccini conservati con thimerosal verso i paesi in via di sviluppo, alcuni dei quali stanno sperimentando adesso un'improvvisa esplosione dei casi di autismo. In Cina, dove la malattia era praticamente sconosciuta prima dell'introduzione del thimerosal per opera delle compagnie farmaceutiche americane nel 1999, gli ultimi rapporti indicano che ora ci sono 1.800.000 autistici.

Nonostante il numero reale sia difficile da ottenere, i disordini autistici appaiono in crescita anche in India, Argentina, Nicaragua ed altri paesi in via di sviluppo che ora usano vaccini contenenti thimerosal. L'Organizzazione Mondiale della "Sanità" continua ad insistere che il thimerosal è sicuro, ma promette di tenere "sotto revisione" la possibilità che sia collegato a disordini neurologici.

Ho dedicato tempo a questo problema, perché credo che questa crisi morale debba essere fermata. Se, come le prove suggeriscono, le nostre autorità per la salute pubblica hanno permesso deliberatamente che le industrie farmaceutiche avvelenassero un'intera generazione di bambini americani, le loro azioni sono la prova che dimostra uno dei più grandi scandali negli annali della medicina americana. "Il C.D.C. è colpevole di incompetenza e grosse negligenze" afferma Mark Balaxill, vicepresidente di Safe Minds, un’organizzazione no-profit che si occupa del ruolo del mercurio nei medicinali. "Il danno causato dall'esposizione ai vaccini è enorme.

E' maggiore dell'amianto, maggiore del tabacco, più grande di qualsiasi cosa abbiamo mai visto".

E' difficile calcolare il danno per il nostro paese e per lo sforzo internazionale per sradicare le malattie epidemiche, se le nazioni del Terzo Mondo inizieranno a credere che il preludio all'iniziativa degli aiuti all'estero statunitensi, è avvelenare i loro bambini. Non è difficile predire come questo scenario sarà interpretato dai nemici degli Stati Uniti all'estero.

Gli scienziati e i ricercatori, molti di loro sinceri se non addirittura idealisti, che stanno partecipando allo sforzo di nascondere i dati scientifici sul thimerosal, sostengono che stanno cercando di migliorare l'elevato scopo di proteggere i bambini nelle nazioni in via di sviluppo dalle malattie pandemiche. Hanno un'opinione assolutamente sbagliata. Il loro fallimento nell’eliminare il thimerosal ci porterà ad infestare la nostra nazione e le popolazioni più povere del mondo.

http://www.rollingstone.com/politics/story/7395411/deadly_immunity/

http://www.emergenzautismo.org/

http://vaccinazionieautismo.myblog.it/archive/2008/12/19/vaccini-letali-di-robert-kennedy-jr.html">

http://straker-61.blogspot.com/2008/12/vaccini-letali-di-robert-kennedy-jr.html">

sabato 6 settembre 2008

W. Reich, Psicologia di massa del fascismo


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Da quando la primitiva organizzazione democratico-lavorativa è definitivamente tramontata, il nucleo biologico non ha piú trovato un’espressione sul piano sociale. Ciò che è a naturale” ed “elevato” nell’uomo, ciò che lo lega al suo cosmo, ha trovato soltanto nell’arte, soprattutto nella musica e nella pittura, un’autentica espressione.
Ma finora non ha esercitato alcuna sostanziale influenza sulla formazione della società umana, se per società si intende non la cultura di un ristretto gruppo di persone ricche appartenenti alla classe dominante, ma la comunità di tutti gli uomini.

Negli ideali etici e sociali del liberalismo si possono riconoscere i tratti dello strato caratteriale superficiale, caratterizzato dall’autocontrollo e dalla tolleranza.
Questo liberalismo accentua la propria etica al fine di soffocare “il mostro nell’uomo”, il secondo strato delle “pulsioni secondarie”, “l’inconscio” di Freud. La naturale socialità del terzo e piú profondo strato, dello strato in cui ha sede il nucleo biologico dell’uomo, è sconosciuta al liberale.
Egli deplora e combatte il pervertimento caratteriale umano con norme etiche, ma le catastrofi del XX secolo hanno insegnato che non ha combinato gran che.

Tutto ciò che è veramente rivoluzionario, qualsiasi arte e scienza autentiche, nasce dal nucleo biologico naturale dell’uomo.
Né il vero rivoluzionario né l’artista o lo scienziato finora sono riusciti a conquistare le masse e a guidarle, e semmai vi sono riusciti, non sono stati capaci di tenerle in modo duraturo nel campo degli interessi vitali.

Le cose stanno diversamente, rispetto al liberalismo e alla vera rivoluzione, per quanto riguarda il fascismo.
Sostanzialmente il fascismo non rappresenta né lo strato superficiale né quello piú profondo, ma il secondo strato caratteriale intermedio delle pulsioni secondarie.

Nel periodo in cui ero occupato con la prima stesura di questo libro, il fascismo veniva generalmente considerato un “partito politico” che come altri “raggruppamenti sociali” esprimeva in modo organizzato un’“idea politica”.
Di conseguenza “il partito fascista introduceva il fascismo o con la forza o con “manovre politiche””.

Contrariamente a tutto ciò, le mie esperienze mediche fatte con molte persone appartenenti ai piú disparati strati sociali, razze, nazioni, religioni ecc. mi avevano insegnato che il “fascismo” non è altro che l’espressione politicamente organizzata della struttura, caratteriale umana media, di una struttura che non è vincolata né a determinate razze o nazioni né a determinati partiti, ma che è generale ed internazionale. Secondo il significato caratteriale “il fascismo” è l’atteggiamento emozionale fondamentale dell’uomo autoritariamente represso dalla civiltà delle macchine e dalla sua concezione meccanicistico-mistica della vita.

Il carattere meccanicistico-mistico degli uomini del nostro tempo crea i partiti fascisti e non viceversa.

Ancor oggi, in seguito a un errato pensiero politico, il fascismo viene considerato una specifica caratteristica nazionale dei tedeschi o dei giapponesi. Da questa prima concezione sbagliata conseguono tutte le altre interpretazioni erronee.

Il fascismo è stato e continuerà ad essere considerato, a danno degli autentici sforzi per raggiungere la libertà, la dittatura di una piccola cricca reazionaria. L’ostinazione con cui si continua a sostenere questo errore è da attribuire alla paura di rendersi conto di come stanno veramente le cose: il fascismo è un fenomeno internazionale che corrode tutti i gruppi della società umana di tutte le nazioni. Questa conclusione trova la sua conferma negli avvenimenti internazionali degli ultimi quindici anni.

Le mie esperienze analitico-caratteriali mi convinsero invece che oggi non esiste assolutamente nessuno che non porti in sé gli elementi del modo di pensare e sentire fascista.
Il fascismo come movimento politico si differenzia da altri partiti reazionari per il fatto che viene sostenuto e diffuso dalle masse umane.

Mi rendo perfettamente conto dell’enorme responsabilità che deriva da simili affermazioni. Augurerei, nell’interesse del nostro mondo tormentato, che le masse lavoratrici si rendessero conto con altrettanta chiarezza della loro responsabilità per quanto riguarda il fascismo.

Bisogna distinguere rigorosamente fra normale militarismo e fascismo.
La Germania guglielmina era militarista, ma non fascista.

Poiché il fascismo si manifesta sempre e ovunque come un movimento sorretto dalle masse umane, tradisce tutti i tratti e tutte le contraddizioni della struttura caratteriale delle masse umane: non è, come si crede generalmente, un movimento puramente reazionario, ma costituisce un amalgama tra emozioni ribelli e idee sociali reazionarie.

Se per rivoluzione si intende la ribellione razionale contro condizioni insopportabili nella società umana, la volontà razionale di “andare a fondo a tutte le cose” (“radicale” – “radix” – “radice”) e di migliorarle, allora il fascismo non è mai rivoluzionario. Non vi è dubbio che esso può fare la sua comparsa ammantato di sentimenti rivoluzionari.
Ma non si chiamerà rivoluzionario quel medico che combatte con sfrenate imprecazioni una malattia, ma al contrario quello che con calma, coraggiosamente e coscienziosamente, cerca e combatte le cause della malattia. La ribellione fascista nasce sempre laddove una emozione rivoluzionaria viene trasformata in illusione per paura della verità.

Il fascismo, nella sua forma piú pura, è la somma di tutte le reazioni irrazionali del carattere umano medio. Il sociologo ottuso, a cui manca il coraggio di riconoscere il ruolo predominante della irrazionalità nella storia dell’umanità, considera la teoria fascista della razza soltanto un interesse imperialistico, per dirla con parole piú blande, un “pregiudizio”. Lo stesso dicasi per il politico irresponsabile e retorico.
L’intensità e la vasta diffusione di questi “pregiudizi razziali” sono la prova che essi affondano le loro radici nella parte irrazionale del carattere umano. La teoria della razza non è una creazione del fascismo.
Al contrario: il fascismo è una creazione dell’odio razziale e la sua espressione politicamente organizzata. Di conseguenza esiste un fascismo tedesco, italiano, spagnolo, anglosassone, ebreo ed arabo.
L’ideologia razziale è una tipica espressione caratteriale biopatica dell’uomo orgasticamente impotente.

Il carattere sadico-pervertito dell’ideologia razziale tradisce la sua natura anche nel suo atteggiamento di fronte alla religione.
Si dice che il fascismo sarebbe un ritorno al paganesimo e il nemico mortale della religione.
Ben lungi da ciò, il fascismo è l’estrema espressione del misticismo religioso.
Come tale si manifesta sotto una particolare forma sociale.
Il fascismo appoggia quella religiosità che nasce dal pervertimento sessuale, e trasforma il carattere masochista della religione della sofferenza dell’antico patriarcato in una religione sadica.
Di conseguenza traspone la religione dall’aldilà della filosofia della sofferenza nell’aldiqua dell’omicidio sadico.

La mentalità fascista è la mentalità dell’“uomo della strada” mediocre, soggiogato, smanioso di sottomettersi ad un’autorità e allo stesso tempo ribelle.
Non è casuale che tutti i dittatori fascisti escano dalla sfera sociale del piccolo uomo della strada reazionario.
Il grande industriale e il militarista feudale approfittano di questa circostanza sociale per i propri scopi, dopo che questi si sono sviluppati nell’ambito della generale repressione vitale. La civiltà meccanicistica ed autoritaria raccoglie, sotto la forma di fascismo, solo dal piccolo borghese represso ciò che da secoli ha seminato, come mistica mentalità del caporale di giornata e automatismo fra le masse degli uomini mediocri e repressi.
Questo piccolo borghese ha copiato fin troppo bene il comportamento del grande e lo riproduce in modo deformato e ingigantito.
Il fascista è il sergente del gigantesco esercito della nostra civiltà profondamente malata e altamente industrializzata. Non si può far vedere impunemente all’uomo comune il grande tam tam dell’alta politica: il piccolo sergente ha superato il generale imperialista in tutto: nella musica di marcia, nel passo dell’oca, nel comandare e nell’obbedire, nella mortale paura di dover pensare, nella diplomazia, nella strategia e nella tattica, nelle divise e nelle parate, nelle decorazioni e nelle medaglie.
Un uomo come l’imperatore Guglielmo si rivelò in tutte queste cose un miserabile dilettante rispetto a Hitler figlio di un funzionario e morto di fame. Quando un generale “proletario” si copre il petto da ambo le parti con medaglie, e perché no, dalla gola fino all’ombelico, dimostra cosí al piccolo uomo comune che non intende essere da meno del “vero” e grande generale.

Solo dopo aver studiato a fondo e per anni il carattere del piccolo uomo comune represso, e le cose come si svolgono realmente dietro le quinte, è possibile comprendere su quali forze poggia il fascismo.

Nella ribellione delle masse di animali umani maltrattati contro le insignificanti cortesie del falso liberalismo (non intendo il vero liberalismo e la vera tolleranza) apparve lo strato caratteriale delle pulsioni secondarie.

Non è possibile rendere inoffensivo l’energumeno fascista se lo si cerca, a seconda della congiuntura politica, soltanto nel tedesco o nell’italiano e non anche nell’americano o nel cinese; se non lo si rintraccia nel proprio essere; se non si conoscono le istituzioni sociali che lo covano ogni giorno.

Si può battere il fascismo soltanto se lo si affronta obiettivamente e praticamente con una approfondita conoscenza dei processi vitali.
Nessuno è capace di imitarlo in fatto di manovre politiche, abilità nel destreggiarsi nei rapporti diplomatici, e organizzazione delle parate.
Ma non sa rispondere a questioni vitali pratiche, perché vede tutto nell’immagine riflessa dell’ideologia e sotto forma della divisa dello stato.

Quando un carattere fascista di qualsiasi colorazione si mette a predicare “l’onore della nazione” (anziché l’onore dell’uomo) o a la salvezza della sacra famiglia e della razza” (anziché la comunità dell’umanità che lavora); quando monta in superbia e quando dalla sua bocca non escono che slogans, allora gli si chieda pubblicamente, e con la massima calma e semplicità:

“Che cosa fai praticamente per dar da mangiare alla nazione senza assassinare altre nazioni? Che cosa fai come medico contro le malattie croniche, che cosa fai come educatore per favorire la gioia di vivere dei bambini, che cosa fai come economista contro la miseria, che cosa fai come assistente sociale contro il logoramento delle madri con tanti figli, che cosa fai come costruttore per sviluppare l’igiene delle abitazioni? Ora, cerca di non parlare a vanvera e cerca di dare una risposta concreta e pratica, altrimenti tieni chiuso il becco!”

Da ciò consegue che il fascismo internazionale non potrà mai essere battuto con manovre politiche.
Soccomberà alla naturale organizzazione del lavoro, dell’amore e del sapere su scala internazionale.

Il lavoro, l’amore e il sapere della nostra società non hanno ancora il potere di determinare l’esistenza umana.
Piú ancora, queste grandi forze del principio vitale positivo non sono consapevoli della loro immensità, della loro insostituibilità e della loro determinante importanza per l’esistenza sociale.
Per questo motivo la società umana si trova oggi, un anno dopo la vittoria militare sui partiti fascisti, ancora piú vicina all’orlo dell’abisso.
Il crollo della nostra civiltà sarà inarrestabile se i responsabili del lavoro, gli scienziati di tutte le ramificazioni vitali (e non mortali) e i donatori e i beneficiari dell’amore naturale tarderanno a rendersi conto della loro gigantesca responsabilità.

Ciò che è vivo può esistere senza il fascismo, ma il fascismo non può vivere senza ciò che è vivo. Il fascismo è il vampiro avvinghiato al corpo dei viventi che sfoga i suoi impulsi omicidi quando l’amore si ridesta in primavera invocando la naturale realizzazione.

“La libertà umana e sociale, l’autogoverno della nostra vita e della vita dei nostri discendenti si realizzerà in modo pacifico o violento?”.
Nessuno è in grado di dare una risposta a questa angosciosa domanda.

Ma chi conosce le funzioni vitali nell’animale, nel neonato, nel lavoratore dedito alla propria attività, sia che si tratti di un meccanico, di un ricercatore o di un artista, cessa di pensare servendosi di concetti che sono stati creati dalle malefatte dei partiti.
Ciò che è vivo non può “prendere il potere con la violenza” perché non saprebbe che farsene del potere.
Forse questa conclusione significa che la vita sarà per sempre vittima e martire del gangsterismo politico e che il politicante continuerà a succhiare per sempre il suo sangue? Questa conclusione sarebbe errata.

In quanto medico il mio compito è quello di guarire le malattie.
In quanto ricercatore devo svelare processi naturali sconosciuti.
Se mi si presentasse un cialtrone politico per costringermi ad abbandonare i miei malati e il mio microscopio, non mi farei disturbare, ma lo butterei fuori dalla porta, qualora non se ne andasse di sua spontanea volontà.
Il fatto di dover ricorrere alla violenza per difendere il mio lavoro e i miei studi sulla vita umana dagli intrusi non dipende da me o dal mio lavoro, ma dal grado di impudenza dell’intruso.
Proviamo a immaginare ora che tutti quelli che svolgono una attività che investe la vita umana riconoscano in tempo utile il cialtrone politico.
Non agirebbero diversamente.
Forse questo esempio semplificato può dare una risposta parziale alla domanda sul modo con cui prima o poi dovrà essere difesa la vita contro gli intrusi e i distruttori.


W. Reich, Psicologia di massa del fascismo, Mondadori, Milano, 1967, (pagg. 10-14)

martedì 22 aprile 2008

Tutti siamo collegati: 'Entanglement quantistico' (Parte Seconda)


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Gli scienziati tradizionali stimano che l'universo abbia avuto inizio fra i 13 e i 20 miliardi di anni fa', con una gigantesca esplosione senza precedenti.
Vi sono numerose teorie contrapposte riguardo al momento esatto dell'evento e alla posibilità che si siano verificate una o più esplosioni, sembra esserci un accordo generale nell'attribuire la nascita del nostro universo a un massiccio rilascio di energia.
Nel 1951 l'astronomo Fred Hoyle coniò un termine ancora oggi in voga: Big Bang.
Gli studiosi hanno calcolato che solo alcune frazioni di secondo prima del Big Bang, l'intero Universo era molto, molto più piccolo di ora.
I modelli virtulai indicano che la sua dimensione era talmente piccola , da essere fortemente compresso dentro una minuscola pallina.
Se rimuovessimo tutto lo spazio cosiddetto Vuoto da quello che attualmente ci appare come il nostro Universo, si ritiene che quella pallina avrebbe dimensioni di una piccolissima biglia.
Nonostante possa essere stato un oggetto così minuscolo sicuramnete non era freddo, la temperatura all'interno di quello spazio compatto era inimmaginabile:
18 miliardi di milioni di milioni di milioni di gradi Farenheit ( 20 gradi nostri = 68 F), quindi molte volte maggiore dell'attuale temperatura del sole.
Mentre si diramava nella propria implosione, nella vacuità del vuoto, la forza esplosiva portava con sè più di solo calore e luce, ma si espandeva sottoforma di uno schema energetico che divenne il progetto di tutto ciò che esiste.
Questo schema è stato messo al centro dai miti primitivi, antiche tradizioni e conoscenze mistiche, come la rete di Indra nei Sutra buddisti, alla ragnatela nella tradizione Hopi.
Questa rete o ragnatela di energia perpetua continua tuttora ad espandersi attraverso il cosmo, incluso noi e tutto ciò che ci circonda.
Si tratta dell'energia che collega le nostre vite, è l'essenza che agisce come uno specchio multidimensionale, rimandandoci l'immagine di ciò che creiamo per mezzo di emozioni e credenza, sotto le spoglie della nostra realtà.
Come possiamo essere certi che 'tutto' l'universo sia realmente collegato?
Per rispondere alla domanda dovremmo tornare all'esperimente di Ginevra citato nella Parte Prima.
Per quanto i due esempi ci possono sembrare lontani, esiste un sottile collegamento: in ciascuno di essi viene esplorata la correlazione riferita a due cose che in precedenza erano fisicamente unite tra loro.
Nel caso dell'esperimento l'atto di suddivisione di un fotone singlo in una coppia di particelle, ha creato due fotoni gemellari e il fatto che i fotoni da un lato e le particelle del Big Bang dall'altro, fossero stati fisicamente uniti in precedenza, costituisce la chiave della loro connessione.
Per concludere la domanda è:
E' possibile che quando qualcosa viene unito, resta sempre collegato, a prescindere dall'esistenza di un legame fisico?
Se questo è vero è possiblie che ciò che facciamo in una data circostanza può avere un effetto su altri fragmenti della nostra vita influenzandoli.



credits:gregg braden, matrix divina

domenica 20 aprile 2008

Tutti siamo collegati: 'Entanglement quantistico' (Parte Prima)


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(Benicia Gantner,Sky+Golden Stand-2006 vinyl on plexiglas panel 48" x 66")


Quando affermiamo che qualcosa è vuoto,solitamente intendiamo che lì non c'è assolutamente nulla.
Come elabora il nostro cervello la sensazione di spazio vuoto?
Ogni giorno respiriamo ossigeno che ci permette di vivere, eppure esso rappresenta quel 'vuoto' , quello che il nostro occhio non può vedere.
Il vuoto semplicemente non esiste è semplicemente solo qualcosa che non possiamo vedere.
Un mondo ipoteticamente vuoto sarebbe oscuro:potremmo accendere una torcia elettrica, una lampadina, ma non potremmo vedere la luce che emana, semplicemente perchè le onde luminose non avrebbero un vettore attraverso cui diffondersi.
Un esempio che ci può correre in aiuto potrebbe essere il seguente:
se ci trovassimo davanti ad un lago prosciugato e lanciassimo un sasso, esso cadrebbe nel fondale senza fare cerchi concentrici, cadrebbe e basta;
se ci fosse dell'acqua, noi noteremmo prima il formarsi delle increspature,senza il vettore la nostra percezione sarebbe diversa.
Il suono anch'esso deve propagarsi attraverso qualche tipo di vettore per essere trasmesso e udito.
Il sole si propaga attraverso un vettore, l'energia elettrica ha un suo vettore...
Lo spazio che ci circonda è tutto fuorchè Vuoto.
Agli inizi del XX secolo, Einstein pensando ad una forza misteriosa, della quale era certo affermava: '' La Natura ci mostra soltantola coda del leone''
Egli affermò che esiste qualcosa che va oltre la realtà come la percepiamo, perchè non siamo in grado di vederla dal nostro punto di osservazione cosmico.
Einstein prosegui nella propria teoria affermando che tutti gli esseri umani, le piante, tutti danziamo al suono di una melodia misteriosa.
Nel affermare le sue teorie Einstein aveva dato il via a una furibonda controversia che tutt'ora imperversa, al suo centro le vecchie concezioni sulla sostanza di cui è fatto il mondo.
Un secolo fà il padre della teoria dei quanti ci aveva rivelato che tutto è collegato, attraverso una forma molto reale, sebbene non convenzionale di energia.
Qui riscontriamo quello che forse rappresenta il più grande mistero dei tempi moderni, poichè la fisica tradizionale ha affermato che il vettore non esiste.
Nel 1997 alcune riviste scientifiche hanno pubblicato i risultati di un evento che secondo la fisica tradizionale non si sarebbe dovuto verificare.
Si tratta di un esperimento svolto in Svizzera dall'università di Ginevra, incentrato sulle componenti della materia (le particelle di luce denominate Fotoni)i cui risultati continuano a scuotere le fondamenta dei saperi tradizionali.

L'esperimento
Gli scienziati hanno diviso un fotone singlo in due fasci separati, creando due fotoni 'gemellari' con proprietà identiche
Poi,usando una strumentazione inventata per l'esperimento, avevano separato entrambe i fasci in direzioni opposte.
La coppia di fotoni era stata inviata in una cavità appositamente creata, dotata di due circuiti a fibre ottiche uguali a quelli che trasmettono le telefonate, che si estendevanoverso l'esterno in direzioni opposte per una distanza di circa 11 km.
Quando ciascuno dei fotoni gemelli raggiungeva il suo obbiettivo, la distanza fra loro era di circa 22 km.
Alla fine del percorso, le due particelle venivano costrette a optare arbitrariamnete fra due percorsi del tutto identici.
Ciò che rende l'esperimento interessante è il fatto che quando le coppie di fotoni raggiungevano il punto in cui dovevano optare per l'una o l'altra direzione, facevano entrambe la stessa scelta, viaggiando ogni volta sullo stesso percorso, senza eccezioni, i risultati erano identici ogni volta che l'esperimento veniva ripetuto.
Sebbene il sapere tradizionale sostenga che i fotoni gemellari sono separatie non comunicano tra loro, essi agiscono come se fossero ancora collegati.
I fisici definiscono questo misterioso collegamento come 'entanglement quantistico'.


...Continua

martedì 15 aprile 2008

Les Règles du Jeu (Parte Seconda)

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Non sono mai riuscito a rispondere o solo minimamente capire chi sono i potenti, anche se la domanda giusta sarebbe 'cosa vogliono'.
Dicono che il tracollo sia vicino, gli economisti sanno cosa ci aspetta, noi immaginiamo soltanto.
Le economie mondiali hanno sempre avuto il loro copione e la caduta e la discesa sono varianti probabilistiche dove qualcuno porta a casa sempre qualcosa.
Hanno capito che il marketing mentale rende con ottimi interessi.
L'uomo inconsapevole struttura le prorie regole e decisioni con gli strumenti che gli sono stati forninti.
Le regole del gioco sono la recinzione del loro pascolo, il loro gregge ha ottimi cani pastore.
Cosa può l'uomo inconsapevole di fronte e 'menti finissime', dove può trovare la scintilla liberatoria della propria condizione, come può il precario, l'operaio, chi tira la cinghia a fine mese trovare lo spazio per ascoltare il proprio cuore?
Inesorabilmente l'uomo comune accetta la propria schiavitù, lo schiavo non è più l'animale-soma che raccoglie il cotone ma si è evoluto nello schiavo domestico, con un tetto sopra la testa e dei buoni avanzi ('modificati') per il proprio sostentamento.
Ogni giorno può essere il giorno buono per fuggire, ogni attimo possiamo decidere di modellare la nostra vita inesplorata, per ogni cosa c'è un prorio tempo dopodichè l'oblio finale ci mostrerà le nostre vergogne.
Ognuno di noi può essere l'architetto della propria vita, ognuno di noi può cambiare le Regole del gioco, ma finche il dogma offuscheràla nostra mente non ne saremo capaci, finche' non bonificheremo noi stessi, non riazzereremo le nostre menti, finche non torneremo a vedere le cose con i nostri occhi bambini, riscoprendo nuovi orizzonti, finchè la paura consumerà la nostra energia, saremo uomini deboli, senza alibi e senza scuse, saremo gli schiavi delle 'Regole del gioco'.

lunedì 14 aprile 2008

Les Règles du Jeu (Parte Prima)


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«Fin da quando nasciamo gli altri ci dicono che il mondo è in un determinato modo, e naturalmente noi non abbiamo altra scelta che accettare che il mondo sia come gli altri ci hanno detto che è.»

D. J. Matus

E' uno strano tempo il nostro...forse lo sono stati tutti i tempi che ci hanno preceduto.
Noi siamo i figli delle 'macchine', non abbiamo mai visto l'Eden che ci è stato affidato,
noi siamo i figli della cultura, della tecnologia, della scienza.
L'evoluzione dell'uomo nel tempo, la convinzione che ci è stata affidata, è tutto falso.
La codificazione è il nostro sangue.
Ogni istante della nostra vita è pura codificazione, i nostri stessi pensieri per esistere necessitano di un codice, necessitano della matita delle nostro vissuto per potersi fissare.
Noi siamo ciò che fino ad oggi abbiamo assorbito, i nostri valori, le nostre credenze, le nostre generalizzazioni.
Passo dopo passo, il nostro io si configura, interagisce con il mondo misterioso, familiarizza ed utilizza gli strumenti che gli sono stati dati.
Quando siamo bambini familiarizziamo con il mondo tridimensionale e ci collochiamo per strutturare la nostra esistenza.
Eppure la nostra memoria latente ha impulsi che a volte come una scarica elettrica ci sussura.
Ci hanno inegnato che non si può fantasticare, altrimenti non si diventa grandi.
I padroni di casa ci hanno sempre detto che il debole soccombe, che l'uomo non deve essere troppo curioso, ci hanno detto che i folli sono rinchiusi,
che i ladri sono in prigione, i potenti sono al sole.
Chi sono i potenti chiese il bambino ingenuo al fratello maggiore:
'' non lo sò fratello...non riesco proprio a immaginarlo, me lo sono chiesto troppe volte ed ogni volta la mia immaginazione è stata incapace di odiare fino a tal punto.''


...Continua

mercoledì 9 aprile 2008

Il grande 'Volador' e il Nuovo Inizio


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Cosa fare alle prossime elezioni... andare, astenersi, nulla, bianca...
Il tetro teatrino dei politicanti vuole far credere che il loro sistema sia l'unico esistente.
La politica come la religione oppio dei popoli ha ormai plasmato le proprie ideologie, con l'unico scopo di dividere la gente, di rinnovare una eterna torre di Babele.

La verità è che abbiamo solo iniziato a decifrare un sistema, un sistema malato, che vuole sovvertire i valori naturali,che vuole depredare furtivamente la bellezza e la magneficenza di ciò che possiamo godere.
Il poter scegliere non è una preferenza elettorale, quest'ultimo è solo uno strumento che negli anni ha mantenuto uno status, lo zuccherino che ha tenuto sedato il popolo, con la convinzione del senso-assenso, con l'illusione di poter far una scelta, con l'illusione di un effimero senso civico.
Noi siamo la linfa del loro potere, senza i nostri denari, i loro privilegi sono finiti.
Qualsiasi comparsa del sistema politico non aiuterà mai l'evoluzione intellettuale del singolo uomo, semplicemente perchè il sistema è stato costruito imperfetto è stato costruito con la fame del potere, con la consapevolezza di non dare mai la possibilità all'uomo-macchina di decidere ed essere partecipe.
Nessuno di questi personaggi è genuino, perchè i loro progetti sono solo progetti di qualcun altro.
Il copione è scritto e che cambino attori e comparse è solo un' eventualità vacua.
Non è forse meglio non comprare nessun biglietto di questo pessimo spettacolo?
Non è forse meglio che ognuno scriva la propria storia senza copiare dai falsi savi?


Io credo che bisogna ricominciare da capo, vedere le cose in un modo nuovo.
Se nella nostra mente siamo figli del sistema che ci ha cresciuti, il male appesterà sempre i frutti del nostro nuovo raccolto.
Vedere le cose con i nostri occhi sanizzati dalla miopia congenita degli schemi che le generazioni passate, intrappolate, hanno tramandato.
Se non possiamo immaginare o almeno sognare qualcosa di grandioso la nostra gabbia sarà sempre la stessa, forse potremo godere di una gabbia più grande, se come bravi cani da riporto ubbidiremo agli ordini.
Il poter sognare non è un gioco ludico destinato solo ai bambini ma un dono di cui tutti disponiamo, come l'acqua ci rinfresca e ci ricostituisce.
Se ragioniamo con i loro termini saremo vittime del loro rebus e passeremo la nostra vita chiedendoci perchè... trincerandoci, sbattendo la testa sempre contro lo stesso muro, finche la testa non ci duolerà e le nostre forze saranno finite.
Pensiamoci bene, il loro sistema è destinato ad una lunga agonia, non ci sarà morte rapida, il sistema che hanno ideato è il parassita che dovrà nutrirsi fino all'ultima briciola.
Il sistema è il grande 'volador', nei libri di Castaneda si narra di queste creature, cosiddette 'ombre di fango' che si nutrono della consapevolezza di ogni individuo, l'uomo è il loro inconsapevole sostentamento.
Finche ragioneremo nei termini ideati da loro li nutriremo,
ci è rimasto un unico modo per combattere:
fare ciò che non si aspettano.


La risposta è solo celata nei nostri cuori, nascosta, criptata, per qualcuno inesistente, non ci saranno pillole blu o pillole rosse... che miracolosamente ci porteranno a vedere la verità.
La verità non ci farà visità come un amico che viene a cena, dovremo faticare per trovare il nostro ingrediente alchemico, ma quando assaporeremo la freschezza di quella sorgente, sapremo cosa fare e sarà un 'nuovo inizio'.